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Dopo il precedente viaggio con i Lions in USA che mi ha colpito alquanto, ho deciso di riprovare quest’esperienza.
A differenza dello scorso anno ho deciso di provare il camp Lions invece che la sola permanenza in una famiglia e questa decisione si è rivelata molto buona perché devo ammettere che il camp ha reso quest’esperienza indimenticabile.
In Finlandia ho trascorso poco più di 2 settimane, la prima settimana l’ho trascorsa con la mia host family mentre la seconda settimana sono andato nel camp Lions.

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1 luglio 2018. Un ragazzo, che considera la Svizzera come il paese più esotico in cui sia mai stato, parte da solo su un aereo in direzione Sofia, Bulgaria.
“Per fortuna questi aerei fanno una sola fermata, e sai quando devi scendere”, pensa, dato che non ha molta dimestichezza con questi viaggi.
Arrivato in aeroporto, la preoccupazione primaria è di sistemare l’orologio un’ora avanti e di raccapezzarsi con le scritte in cirillico dei cartelli.
Quella secondaria è di tenere a freno l’eccitazione e mettere una musica che creasse la degna colonna sonora per il mio arrivo in Bulgaria.

Non pensavo sarei mai arrivata al punto di dover mettere la parola “fine” al sogno di una vita, viaggiare il mondo visitando paesi diversi con gli scambi giovanili, attraversandone le culture e lasciandomi ispirare da esse per apportare cambi alla mia vita di tutti i giorni, soprattutto al modo di pensare.

Arrivata al punto in cui pensavo non ci fosse più niente da imparare, mi sono dovuta ricredere e forse proprio per questo il mio ultimo youth exchange si è rivelato essere quello che mi ha insegnato più di tutti. Un ultimo viaggio che in realtà non avevo mai cercato, ma che nonostante tutto è arrivato e mi ha cambiato in modi che – sinceramente – non ritenevo più possibili, perché pensi, cosa potrò mai imparare sui viaggi a vent’anni dopo aver già vissuto due esperienze con gli scambi Lions? Che cosa potrà darmi questo scambio che gli altri non mi hanno dato?

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Vorrei partire con il sottolineare la gentilezza e l’ospitalità con la quale sono stato accolto dalla mia “host family”, mi hanno trattato come un loro quarto figlio.
Dal loro terzo genito, Laisa, in grado di parlare anche un ottimo inglese, per poi arrivare ai genitori Iran e Angela, sempre pronti a soddisfare le mie esigenze e passando anche per i fratelli maggiori Luan, il quale mi ha insegnato a fare surf (sogno che avevo sin da quando ero bambino ma che non ero mai riuscito a realizzare), e l’altra sorella Làis.
Dopo queste due fantastiche settimane siamo partiti alla volta del camp situato nella città di Sobradinho.

Da quando sono venuta a conoscenza della destinazione che mi aspettava sono rimasta subito molto contenta.
Il Giappone è un paese molto lontano dal nostro sia geograficamente che culturalmente e per lingua e storia eppure ho trovato molto semplice legare con le famiglie che mi hanno ospitato.
Certo inizialmente a causa della lingua inglese parlata da loro poco frequentemente è stato difficile dialogare.
Eppure siamo tutti uomini e abbiamo trovato un modo per farlo alla fine.

Durante la passata estate ho partecipato per la seconda volta al programma di scambi giovanile organizzato dal " Lions Clubs International " .
Quest'anno abbiamo ospitato per una settimana un ragazzo messicano, mentre io sono partito per Taiwan dove, per la prima settimana, sono stato ospitato da una famiglia Lions poi, nei successivi dieci giorni, in un campus con altri ragazzi aderenti allo stesso programma, provenienti da tutto il mondo.
Con il ragazzo messicano che abbiamo ospitato mi sono trovato subito a mio agio, abbiamo passato una bellissima settimana visitando le principali attrazioni di Ravenna in compagnia del mio gruppo di amici con il quale Milton si è integrato benissimo.

Il campo di Perigord Noir in Francia è stato il mio secondo lions camp, l'anno scorso sono stata nel lions camp in Svizzera ed è stata un'esperienza meravigliosa.
Quest anno ho vissuto un'esperienza diversa da quella precedente.
Vi racconto il mese che ho passato nel Sud della Francia.
Nei primi 10 giorni sono stata ospitata dalla direttrice del campo Lions insieme ad altre tre ragazze. Iva dalla Serbia, Amanda dal Brasile ed Angel dalla Cina.
Ogni giorno c'era un'attività entusiasmante, la famigli ospitante ci ha accolto calorosamente, facendoci assaggiare ad ogni pasto una diversa specialità della cucina francese.
Con le altre ragazze siamo riuscite a mantenere sempre un certo equilibrio nonostante i caratteri eterogenei.Tra arrampicate sugli alberi, canottaggio nei fiumi e nuotate nei laghi la giornata più bella è stata quella in cui il marito della Camp Director, Laurent, ci ha portato in gita in barca sull'oceano atlantico.Non ero mai stata nell'oceano ed è stato bellissimo nuotare in quelle acqua così diverse da quelle del mare Adriatico.

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Sono Lorenzo Bacchini, e quest’anno ho partecipato al mio scambio giovanile Lions in Finlandia.
Dopo uno scalo con due aeri sono atterrato ad Helsinki dove ho incontrato la host family, mi hanno portato a casa loro in macchina, fortunatamente tutte le strade sono pianeggianti e dritte quindi sono riuscito a dormire un po’ prima di arrivare.
Loro abitano in una cittadina piccolina chiamata Riihimaki.
I primi giorni sono stati i più interessanti perché abbiamo svolto attività insieme ad un’altra famiglia della città che abitava li vicino e che ospitava una ragazza turca. I giorni successivi sono stati lo stesso interessanti ma essendo stato spesso con i genitori mi mancava una figura giovane con cui parlare.
Alla fine sono comunque riuscito a parlare molto con i genitori perché avevano una conoscenza dell’inglese molto buona.

8 luglio 2018: la mia avventura con il Lions Youth Exchange Program aveva inizio.
Nonostante l’iniziale timore per il fatto di dover affrontare il viaggio in aereo da sola, una volta arrivata all’aeroporto di Istanbul-Atatürk non rimaneva che l’emozione per quella che sarebbe stata l’esperienza più straordinaria della mia vita.
Dopo un viaggio in traghetto, sono giunta a Bursa accompagnata dal fratello della mia host sister. La sera stessa abbiamo cenato in riva al mare e sin dal primo momento mi sono sentita accolta nel migliore dei modi. Non avrei mai pensato di affezionarmi così tanto e in così breve tempo a delle persone che non avevo mai visto prima, di sentirmi da subito parte della famiglia. Ed invece è ciò che è accaduto. Si sono sempre preoccupati che io mi trovassi a mio agio e mi hanno offerto costantemente nuovi cibi da assaggiare, tipica tradizione turca, come poi mi è stato spiegato, da adottare nei confronti di un ospite. Non è stato difficile adattarsi alle portate differenti, soprattutto alla colazione, sia dolce che salata, in quanto ogni pietanza, con i suoi sapori a volte anche molto forti, si rivelava sempre molto gustosa.

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Sono partita il 1° Agosto per questo viaggio meraviglioso conoscendo pochissimo di questo paese e con la curiosità di vedere e conoscere nuovi luoghi, persone e sono tornata con il desiderio di rimanere più a lungo il 26 Agosto.
Ho conosciuto persone fantastiche, disponibili che hanno fatto di tutto per farmi sentire a casa e per farmi risultare questo viaggio così bello.
Sono stata ospitata da due famiglie con le quali ho legato molto e che mi hanno fatto fare tantissime attività dal tingere un tessuto immergendolo nel colore con decorazioni taiwanesi, al far volare in cielo una lanterna colorata su cui abbiamo scritto i desideri per il futuro e non solo. Con loro ho visitato templi, città, cascate, abbiamo girato in bicicletta vicino a un lago, alle montagne e al mare.
Taiwan è un’isola montagnosa, ma non come probabilmente la potremmo pensare noi con un clima rigido e scarsa vegetazione; bensì caldo, umido, con zanzare e anche scimmie (ATTENZIONE possono provare a saltarvi addosso!!!), e di vegetazione tropicale.

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Questo è stato il mio primo scambio, potrei dire che sono partito con tante incognite e tanti pregiudizi, molte persone mi hanno detto che è un’esperienza che ti cambia.
Quando sono arrivato all’aereoporto, devo ammettere che ero abbastanza in ansia, ma poi una volta atterrato mi sono tranquillizzato come se fosse tutto normale. Sono stato i primi sette giorni con la mia host-family, una famiglia eccezionale con cui sono stato veramente bene, sono stati molto disponibili in tutto, mi hanno fatto fare un sacco di cose e visitare altrettanti posti affascinanti della Finlandia, insomma che dire una famiglia eccezionale.
Dopo di che sono andato al campus sportivo Metsakartano, in cui mi sono trovato splendidamente, ho conosciuto ragazzi che vengono da tutto il mondo dalla Francia, dalla Germani, Austria, Spagna, Portogallo, Serbia, Macedonia, Giappone, Georgia, Israele, Grecia, Regno Unito alla fine eravamo più di quaranta. 

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Sono partito in aereo il 14 luglio 2018 di prima mattina dall’aeroporto di Napoli per arrivare a Copenaghen nel primo pomeriggio.
Al mio arrivo ho subito attaccato allo zaino fornito dal mio distretto Lions la bandiera Italiana per essere riconosciuto e incontrare la mia “host family”.
Da subito mi hanno accolto nel modo migliore che ci possa essere. Già durante il viaggio abbiamo conversato di molti argomenti. Arrivando a casa sono stato accolto con un pranzo tipico danese. La sera rimanemmo in casa.
Nei giorni successivi abbiamo visitato vari luoghi storici.  Al termine della settimana mi sono trasferito al “camp A Denmark” situato a Broderup, un campus dotato di ogni confort, dalle palestre alle biblioteche.

Sembra quasi impossibile raccontare dei miei giorni trascorsi ad Istanbul. Ricordo che quando sono partita, sull'aereo, l'ansia mi corrodeva dentro perché non riuscivo ad immaginare come sarebbe stato. Il 18 Luglio alle 18.00 mi sono presentata a tutti i ragazzi del campo, è stato davvero fantastico.
Sono stata l'ultima ad arrivare, tutti gli altri conoscevano già i nomi e i paesi di provenienza, io ero completamente sperduta.
Ho cercato di ricordare più nomi possibile e credevo sarebbe stato difficilissimo, eppure ogni persona è stata così gentile, ognuno di loro è riuscito a farsi ricordare che non è stato necessario il minimo sforzo.
La prima prima settimana e mezzo al campo è stata un continuo di scoperte, posti nuovi e nuove prospettive, nuove tradizioni e voglia di scoprire ancora, sempre di più.
Ogni persona che ho conosciuto è stata un uragano di accoglienza e ospitalità che sinceramente non mi aspettavo.

Sinceramente non so come iniziare a raccontare la mia esperienza in Danimarca perché è stata troppo bella per essere descritta a parole ma ci proverò... 
Il 14 luglio 2018 è iniziata l’esperienza che mi ha stravolto la vita nei migliori dei modi. Sono partita dall’aeroporto di Bologna con un bagaglio pieno di ansia e insicurezze diretta prima a Copenaghen dove ho fatto scalo per la mia destinazione finale: Aalborg.
Appena arrivata in aeroporto c’era la mia Host Family ad attendermi con tanto di bandierine danesi e un cartello con su scritto “Welcome Yuna”. I primi giorni sono stati un po’ traumatici per il cambiamento di vita abituale, per il cibo ma soprattutto perché in Danimarca alla sera non è mai buio come in Italia. I giorni passarono e l’unica cosa che non mi piacque fu che la mia Host sister stava spesso con il moroso, anche lui ospitava un ragazzo che sarebbe venuto in Camp con me e qualche volta siamo stati tutti insieme, una volta abbiamo fatto una cena e una volta siamo andati allo Zoo, ma devo dire che i suoi genitori non mi hanno mai fatto mancare niente anzi mi hanno sempre trattata come se fossi loro figlia.

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Quest’estate ho avuto la possibilità di visitare Taiwan.
È un’isola asiatica ricca di cultura, tradizioni e bellezze naturali.
Sono partita il primo agosto dall’aeroporto di Roma, pronta ad affrontare la mia nuova esperienza in Asia.
Il volo è stato piuttosto lungo. Ho viaggiato per circa diciassette ore, e dopo uno scalo a Bangkok, sono arrivata all’aeroporto di Taipei-Taoyuan. Lì ho trovato Chiung Hui, la mia host sister ad aspettarmi.
È una ragazza di 21 anni, che studia all’università di Taoyuan. Per questo motivo non vive nella sua città natale con i genitori e il fratello, ma a Taoyuan dove condivide la casa con un’altra studentessa.

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Ancora una volta abbiamo voluto rivivere la meravigliosa esperienza dell’ospitalità di giovani provenienti da paesi profondamente diversi dal nostro dando vita, nella nostra famiglia, alla motivante esperienza Lionistica degli Scambi Giovanili.
Si è trattato questa volta di accogliere, dal 1° al 16 luglio scorsi, due amabilissime ragazze provenienti una da Santiago del Estero (Argentina) e l’altra da Novi Sad (Serbia). Tre culture a confronto... Italia, Argentina e Serbia, in uno straordinario caleidoscopio di lingue, usanze e tradizioni.
È questo lo scenario cui si dà vita quando si ha la fortuna di vivere la motivante esperienza dell’ospitalità: ogni volta si traduce in un ulteriore arricchimento del nucleo familiare preesistente. È stato così anche questa volta per la nostra famiglia, composta da 4 persone: io Flora, mio marito Paolo, le mie due figlie Gabriella e Angela Claudia.

Quest’ anno la nostra Yec Gina Fortunato ci ha chiesto se volessimo ospitare un ragazzo/a straniera nel periodo estivo e avendolo già fatto due volte consecutive abbiamo subito accettato, ma le abbiamo chiesto se questa volta fosse stato possibile affidarci una ragazza visto che le volte precedenti abbiamo ospitato due ragazzi Aykut e Matias rispettivamente dalla Turchia e dal Brasile.
Inoltre volevamo accontentare nostra figlia Francesca che questa volta voleva vivere l’esperienza con una coetanea; ed è stata accontentata!
L’esperienza di ospitare è sempre unica perché ogni volta vivi una nuova cultura in casa tua.
Il 1 luglio è arrivata Laura dall’Austria ed è stata con noi per 15 giorni. Non vi neghiamo che i primi giorni non sono facili perché si hanno abitudini diverse, ma il bello dei ragazzi è che non vedono l’ora di cambiare e conoscere nuovi usi e costumi.

Il primo luglio alle 13.30 sono atterrato all'aeroporto di Minneapolis e li ho trovato la mia host family pronta ad aspettarmi.
Ho passato 3 fantastiche settimane insieme alla mia nuova seconda famiglia, ho conosciuto un sacco di persone meravigliose che spero di rivedere presto.
Ho fatto un sacco di attività: tubing, andare in barca e sulla moto d’acqua sul fiume Mississippi, giocare a bowling, partecipare ai barbecue e un sacco di altre cose divertenti.
Sono stato felice di essere negli USA il 4 luglio per la festa che hanno fatto. Siamo andati alla parata e poi in una spiaggia nel Mississippi ed è stato il migliore giorno in famiglia in assoluto.
La mia esperienza con la host family è stata molto positiva tanto che li reputo la mia seconda famiglia.

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L'anno scorso ho vinto un progetto nella mia scuola organizzato dal LIONS Club della mia cittá (Livorno): il premio in palio era una vacanza di circa tre settimane in uno stato dell'Unione Europea a mia scelta.
Ero emozionatissima e dopo aver valutato tutte le opzioni disponibili ho scelto di andare in Finlandia, un posto che mi aveva sempre affascinato ma dove non ero mai stata.
Il 26 Luglio, dopo ben tre voli (l'ultimo l'ho fatto insieme a Julia, una ragazza austriaca che sarebbe stata nella mia stessa famiglia) ho conosciuto la mia host family composta da Seija, Pertti e il figlio Sami: gentilissimi, ci hanno trattate come se fossimo state parte della famiglia.
Sono stata con loro per una settimana e mezzo e mi sono trovata veramente benissimo.
La loro casa era in campagna vicino a Nilsïa (un paese nel centro della Finlandia): lì abbiamo raccolto i lamponi e i mirtilli selvatici (si possono trovare ovunque e sono buonissimi!), siamo andati in barca nel lago a due passi da casa, abbiamo fatto lunghe passeggiate con i loro cani, abbiamo cucinato la "pulla", un buonissimo dolce tipico e fatto la sauna (come quasi tutti i finlandesi ne avevano una in casa).

Sono partito in aereo il 14 luglio 2018 di prima mattina dall’aeroporto di Bologna per arrivare a Copenaghen nel primo pomeriggio.
Al mio arrivo ho subito attaccato allo zaino fornito dal mio distretto Lions la bandiera Italiana per essere riconosciuto e incontrare la mia “host family”.
Da subito mi hanno accolto nel modo migliore che ci possa essere. È stata simpatia a prima vista. Già durante il viaggio abbiamo conversato di molti argomenti. Arrivato a Tune (il paese in cui sarei stato ospitato) sono stato accolto con un pranzo tipico danese. La sera stessa ho partecipato a una festa di quartiere con il mio “host brother” Benjamin tramite il quale sono stato introdotto alla comunità con la quale sarei stato per sette fantastici giorni.
Una accoglienza stupenda!

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