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I am Cecilia Patuzzi and I came from Italy. I live in Rovereto, a little city near Trento. In my family there are 4 people: my mother Laura, she is a teacher; my father Roberto, he is a businessman; my brother Riccardo, he is 13 year old; and I. I finished high-school this year and I'm planing to go to university.
I arrived in Finland the 20th of July, in Helsinki; Reimo Lammi's family picked me up and we arrived in Kokkola at night time. In Kokkola Reijo Alakoski and his family were waiting for me, they were 7 people. We went for a coffe in ABC and then drive to Reisjärvi. It was late night when we arrived in their home, but it was nice to see the new house and my pretty new room.

Questo è stato il mio primo viaggio da sola ed è stato bellissimo! Sono partita il 13 luglio ,destinazione Helsinki.
A parte un attimo di smarrimento all'aereoporto Charles De Gaulles a Parigi, dove ho temuto di perdermi...tutto poi è filato liscio.
Sono stata accolta le prime due settimane da due famigle stupende e molto ospitali ,che mi hanno fatto sentire come a casa.
La prima famiglia non aveva figli giovani della mia età, ma era ugualmente una coppia molto giovanile e attiva.
La seconda famiglia aveva una figlia più o meno della mia età,un pò timida e riservata e all'inizio non è stato tanto facile comunicare..poi abbiamo preso confidenza.

Eccovi il Report delle tre meravigliose settimane in Finlandia, dal 10 al 31 luglio.
Sono partita alla mattina presto, ho salutato la mia famiglia sentendomi come un uccellino che abbandona il nido per la prima volta. Ero agitata, felice, eccitata al pensiero di vedere un altro paese e vivere con degli sconosciuti che in poche settimane sarebbero diventati la mia seconda famiglia.
Arrivata all'aeroporto di Helsinki con facilità trovai Mika, il papà. Insieme siamo andati a casa, la quale era sperduta nella foresta a Nurmijarvi a 50 km da Helsinki.
Ho soggiornato in un'unica famiglia per tre intere settimane e mi sono trovata a dir poco benissimo.

Prima di partire, quel tredici Luglio l'unica cosa che mi aspettavo dalla Finlandia era rimanerne stupita.
In qualsiasi modo fosse andata sarebbe stata un'esperienza importante in quanto  mio primo viaggio all'estero totalmente sola.
Uno dei ricordi che preferisco è proprio quando mi ero seduta in auto di quegli sconosciuti che mi avrebbero ospitato per una settimana: quel dolore alle mascelle per il sorriso che ormai sembrava paresi, l'entusiasmo, lo sguardo che voleva catturare semplicemente tutto di quell'ambiente così diverso dalla nostra patria; ma la cosa buffa era lo stupore di quei tre finlandesi a vedermi così piena di energia, sapendo che ero reduce di un viaggio per il quale la notte precedente avevo potuto dormire sì e no due-tre ore e, come se non bastasse, all'areoporto mi avevano appena perso la valigia.

Devo dire che come prima esperienza la Finlandia è stata la scelta migliore: la famiglia che mi ha ospitato è stata gentilissima con me, mi hanno fatto vedere il loro paese , la loro città , i loro parenti e le bellezze incredibili della Finlandia.
La parte migliore della mia permanenza lì è stata forse il campus assieme agli altri ragazzi con i quali ho stretto una forte amicizia e anche con gli altri membri dello staff : forse l'unica cosa negativa è stato il mal tempo della settimana che non ci ha permesso di fare molte attività all'aperto e gite , costringendoci a stare molto tempo nel campus. Nonostante questo è stata comunque una bellissima esperienza che mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto diventare più aperto e pronto alle novità e ai cambiamenti e per questo ringrazio il lions club. 

Ho concluso ormai la meravigliosa esperienza che grazie ai Lions International ho potuto realizzare quest'estate. 
Ho trascorso in Finlandia circa tre settimane, la prima parte in una famiglia e la seconda in un campus con ragazzi provenienti da molti paesi diversi. 
Purtroppo l'arrivo ad Helsinki non è stato dei migliori, in quanto la mia valigia era stata perduta in aeroporto a Parigi -Charles de Gaulle, dove avevo fatto scalo. Di conseguenza, i primi 5 giorni li ho spesi senza valigia. 
Tuttavia, la famiglia ospitante, i Tynkkynen, è stata gentilissima : subito si sono resi disponibili a prestarmi qualche vestito, poi si preoccupavano in continuazione affinchè la mia vacanza fosse perfetta, sono stato sempre bene con loro ed ero davvero felice. 

A distanza di un mese, ritornata ormai ai ritmi frenetici della vita quotidiana, posso solo dire con certezza che è stata l’esperienza più bella della mia vita. 
Non so dire perché ho scelto proprio la Finlandia, che quasi nessuno sente nominare ma sicuramente molto più all’avanguardia del nostro paese: ero attratta dal nord Europa e dall’idea di incontrare gente completamente differente, fosse solo per la carnagione, molto più chiara di noi italiani del profondo sud..tutto qui, avevo voglia di rifugiarmi tra le foreste e i laghi che fino a quel momento avevo visto solo in tv, ritrovando forse un pezzo di me che avevo perso: la serenità d’animo. 
Tutto è stato perfetto, quasi un sogno, a partire dal volo in aereo, tanto temuto per me, ma così tranquillo da far passare ben 6 ore di viaggio in un minuto. All’areoporto ad Helsinki, c’era parte della mia host family ad aspettarmi, forse ancora più emozionata di me; la figlia della famiglia aveva un cartellone con la scritta “Benvenuta in Finlandia Diletta!”, con le renne finlandesi disegnate e il bianco, rosso e verde come sfondo. 

Sole e mare con questi due sostantivi si può riassumere il mio viaggio in Finlandia. Normalmente pensando alla Finlandia, la maggior parte delle persone pensa ai boschi e al freddo, ma d'estate è un’altra storia: clima abbastanza mite, atmosfera solare e soprattutto tanta luce, d’estate la notte in Finlandia è solo un ricordo, tutto appare allegro e solare. 
Ma partiamo dall’ inizio. Il viaggio é cominciato alle sei di mattina, quando i miei genitori mi hanno lasciato solo all’ aeroporto di Bologna, davanti all’imbarco, e dopo le ultime raccomandazioni di mia madre, mi sono avviato al gate. Stavano iniziando le mie prime tre settimane di vera indipendenza, mi aspettavano nuove esperienze. Non ero per niente preparato a questo viaggio, lo vedevo lontano, solo il giorno prima mi ero reso conto di quello che poteva significare per  me ( un modo di fare vacanza completamente nuovo ).

La mia esperienza in Finlandia è stata senz'altro unica. 
La scoperta di questo luogo e delle persone che lo abitano, della loro cultura, tradizioni, usi, lingua e differenze con noi è stata emozionante! 
Le prime due settimane le ho trascorse in una simpatica famiglia, dove le differenze tra le nostre culture (i finlandesi come i popoli del nord sono abbastanza freddi mentre noi l'opposto) hanno portato a delle incomprensioni che però col tempo si sono chiarite e hanno dato spazio ad un'intesa sempre più affiatata. La prima grande differenza da me riscontrata è stata lo sbalzo di temperatura avuto a seguito del passaggio dall'estate mediterranea all'estate nordica: 24 gradi nelle giornate più splendenti, 16 in quelle nuvolose e meno di 10 gradi nelle serate umide. 

Fine luglio, il 28, che è cominciata la mia esperienza in finlandia. Per la prima volta ho viaggiato da solo all'estero, ed ero davvero entusiasta. Fatto scalo in Germania sono arrivato a destinazione nella capitale finlandese, helsinki, dove mi attendeva la mia host family. Vorrei tuttavia dire già da subito che la mia NON è stata un'esperienza del tutto gradita e che DEVO pertanto porre delle critiche a  questo sistema di scambi giovanili che già funziona bene affinchè migliori ulteriormente. Le prime due settimane le ho trascorse presso la famiglia. Genitori e due figlie.. Ottima compagnia verrebbe da dire, ma non è stato proprio così. Nonostante mi abbiano accolto adeguatamente ,facendomi sentire come se fossi a casa mia, il soggiorno non è stato dei migliori. È vero ho fatto la sauna, sono andato alla casa sul lago della zia, per non parlare della casa a mare di un'amica della figlia.. E poi ?? Poche sono state le uscite, non ho dunque vissuto appieno la cultura locale e i momenti di noia sono stati all'ordine del giorno. Su 14 giorni avrò fatto 4-5 uscite mentre la norma era rimanere a casa, che per giunta si trovava in aperta campagna. Stavo altresì praticamente da solo (i genitori a lavoro e una figlia fuori casa dal ragazzo, l'altra invece dormiva tutta la mattina) a non far niente. Ritengo che questa cattiva organizzazione della famiglia sia dipesa dal fatto che non era adatta a ospitare qualcuno. Sono infatti venuto a conoscenza della host-family che mi avrebbe ospitato solo pochi giorni prima della mia partenza e dunque è stata per così dire una famiglia di ripiego. 

Probabilmente questo è stato il mio ultimo campo e come al solito gli scambi regalano sempre emozioni ed amicizie che durano e così è stato anche per questo!
Facendo un confronto con i campi a cui ho partecipato negli anni precedenti ci sono solo alcune cose che sono abbastanza differenti ; credo che l'organizzazione e lo schedule siano abbastanza deludenti: purtroppo abbiamo passato giornate intere al campo a non fare nulla di diverso da giochi per bambini, navigare su internet e mangiare in continuazione. 
Lo young staff (forse uno dei migliori della mia esperienza) tuttavia ha cercato continuamente di rimediare a queste mancanze di programma organizzando giochi ed attività ma praticamente non ci siamo mai mossi dal campo se non per andare mezza giornata in un'altra isola dello stesso lago e 2 ore a Tampere. 

Ciao sono Claudia Viaro, se non si dovesse capire sono stata in Finlandia!!!
Sono stata ospitata per tre settimane dal 9 al 31 luglio da una famiglia finlandese a Seinajoki (centro-ovest della Finlandia), circa 100 km dal mare. La famiglia Nivukoski era composta di: Anne e Terho i genitori, due figlio di 16 e 18 anni Touko e Tuure, una figlia di 13 anni Adina e infine Muska una cucciola di Labrador e Artturi un altro cagnolino simile ad un volpino di cui non ricordo il nome della razza.
Per le prime due settimane sono stata alloggiata nel cottage estivo della famiglia, che si trova nella proprietà dove vivono anche il padre di Anne con la sua compagna Kirsten. Il cottage era bellissimo, una piccola casettina tutta di legno, balconcini con fiori, caminetto, sauna (ovviamente), un prato immenso davanti, un piccolo fiume dietro la casetta, più in fondo la foresta, niente traffico che ti disturba… credo di non essere mai stata così tanto immersa nella natura!! Altroché campeggio!

È iniziato tutto verso novembre 2013, quando una collaboratrice della mia scuola è entrata in classe per avvertire che il giorno seguente una ragazza della classe quinta ci avrebbe raccontato la sua esperienza di Exchange student ad Amsterdam. Io e alcune delle mie compagne ancora non sapevamo bene di cosa si trattasse, l’unica cosa che già sentivamo era quella voglia di partire e mettersi alla prova in tutti i sensi, da sole. 

Nei giorni seguenti abbiamo inviato delle lettere dove dovevamo presentarci e nel giro di poco tempo ci chiamarono per avere un colloquio orale e approfondire la nostra conoscenza. Non tante persone ebbero il coraggio di provare, di mettersi in gioco, eravamo infatti solo in 15 ragazze circa finché non dissero che a vincere il concorso e quindi a fare viaggio sarei stata io. 

I mesi passarono talmente velocemente che, all’improvviso, senza che nemmeno mi accorgessi, era già tempo di fare le valige e andare in aeroporto.

Il 5 luglio 2014 è iniziata la mia fantastica esperienza resa possibile grazie al Lions club. Quel mattino alle 3 circa infatti, dopo essermi svegliato, sono partito verso l’aeroporto di Torino Caselle dove sarebbe iniziata una fantastica esperienza che non avrei mai immaginato così bella e ricca di emozioni. Salutati i miei genitori e imbarcato sul primo aereo partivo verso la così tanto immaginata Finlandia. Dopo aver cambiato tre aerei finalmente ero giunto a destinazione a Rovaniemi, l’unica grande città nel Nord della Finlandia nei pressi del circolo polare artico. Arrivato perciò in aeroporto ho riconosciuto immediatamente il mio host father che era lì ad aspettarmi e fin da subito abbiamo iniziato a parlare con confidenza come se ci conoscessimo da non so quanto tempo.

Pensavo sarebbe stato bello ma ... non immaginavo così!
Il 05 luglio 2014 sono partita da Roma alla volta di Rovaniemi (in Lapponia regione all'estremo nord della Finlandia, a 12km dal circolo polare artico) con diverse specialità italiane (torroni allo Strega-specialità di Benevento-, parmigiano reggiano, pecorino e salumi) qualche regalo per le famiglie ospitanti e tante felpe! 
Con grande meraviglia il mio abbigliamento si é rilevato ben presto  inadatto avendo trovato una temperatura di circa 30 gradi. Molto graditi invece sono stati i miei omaggi. Le famiglie che mi hanno ospitato, Havukainen la prima settimana e Sandstrom la seconda, forse anche per farmi sentire a mio agio, mi hanno consentito simpaticamente per diverse sere di cucinare italiano per loro così ho avuto anche l opportunità attraverso i miei prodotti di far conoscere un po' del mio paese.  Ho vissuto intensamente "la vita finlandese": ho visitato luoghi bellissimi, suggestivi ed unici (il circolo polare artico, lo zoo artico e Santa Claus park) , ho mangiato la carne di renna e i mirtilli selvatici utilizzati in diversi modi, ho seguito rigorosamente il rito della sauna imparando anche a fare la "vasta" e ho dormito nonostante il sole splendente ...! 

Prima di partire 
4th July 2014, 3.31 PM: Qui è tutto pronto, valigia e bagaglio a mano mi guardano dall’alto del letto, traboccanti di vestiti, caricabatterie, libri e spray antizanzare. Dicono che in Finlandia, terra dei mille laghi, ci siano moltissime zanzare, quindi meglio essere attrezzati. 

Per essere sicura di aver portato tutto, ho scritto un elenco di tutto il necessario, ma so già che dimenticherò qualcosa a casa. L’importante è portare tanta voglia di avventura, tanta curiosità e, naturalmente, qualche parola di inglese. Il finlandese non è il mio forte, tanto che, dopo aver comprato un dizionario tascabile italiano-finlandese, ancora non sono sicura di come si pronunci “buongiorno”. 

Tre settimane in Finlandia.
A sentirlo dire sembra un’eternità. A pensare che siano appena finite sembra quasi surreale. Dopo un’attesa durata all’incirca sette mesi, sono partita verso un paese che si dice stia all’Italia come la notte al giorno. E appena ho uscito il naso dall’aeroporto di Helsinki ho anche capito perchè. 
Sono arrivata un sabato sera (anche se tutta quella luce avrebbe fatto pensare a un pomeriggio piuttosto che a una sera) e ho notato – anche con un po’ di sconcerto – una cosa.
La Sicilia e la Finlandia hanno più o menolo stesso numero di abitanti, verso i cinque milioni, e in Sicilia non è raro trovarseli tutti e cinque milioni tra i piedi, specialmente il sabato sera. 
In Finlandia no. 

Sappiate che si svolgono in due parti: la prima presso una famiglia e la seconda presso un campo, nel mio caso, in Finlandia. 
Cominciamo dalla prima: vi verranno a prendere all’aeroporto e non vi lasceranno un attimo, organizzeranno tutte le vostre giornate portandovi in lungo e in largo nei dintorni, e vi troverete obbligati a partecipare a barbecue, escursioni nei boschi, gite in barca, shopping. Vi porteranno al cinema a vedere un film non uscito in Italia, così quando i vostri amici vi inviteranno, saprete già come è finito, vi faranno mangiare a tutte le ore del giorno cibi sconosciuti e, quando finalmente vi accompagneranno al campo, vi riempiranno di regali, come se la valigia non fosse già abbastanza pesante.

Ciao a tutti, mi chiamo Jennifer e ho 17 anni. Quest’anno, come tanti altri ragazzi, ho avuto la fortuna di visitare la Finlandia.Tutto è iniziato grazie alla mia scuola: una mattina mi hanno chiamato in Presidenza e mi hanno comunicato che grazie al mio profitto scolastico i Lions mi offrivano una borsa di studio all’estero. Non ho scelto io la destinazione, ma di sicuro non ci ho perso niente.
Sono partita da Malpensa il 12 luglio 2014. Viaggiavo da sola perché l’altra ragazza che sarebbe dovuta venire con me ha avuto un imprevisto ed è partita qualche giorno dopo, ma nonostante questo è andato tutto in modo molto tranquillo. Non ho avuto problemi neanche coi bagagli: non sono stati persi e non ho dovuto aspettare molto prima che arrivassero. Inoltre non ho avuto bisogno di fare scali.

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